Burkini nelle piscine svizzere: fatti invece di pregiudizi
Con l’arrivo dell’estate torna anche un dibattito ben noto: i burkini devono essere ammessi nelle piscine pubbliche? Argomenti legati all’igiene o all’integrazione vengono spesso utilizzati per giustificare restrizioni o divieti. Tuttavia, un’analisi oggettiva dei fatti mostra che molte di queste affermazioni non resistono a un esame approfondito.
Igiene e regolamenti delle piscine
Uno degli argomenti più frequentemente avanzati contro il burkini riguarda l’igiene. Gli studi scientifici giungono però a conclusioni diverse. Già nel 2017 la Flemish Care and Health Agency ha analizzato l’impatto dei burkini sull’igiene nelle piscine. Il risultato è stato chiaro: il burkini non rappresenta alcun problema igienico particolare, purché sia realizzato con materiali adatti al nuoto e venga indossato pulito, come qualsiasi altro costume da bagno.
Anzi, il burkini può presentare alcuni vantaggi:
- Riduce la quantità di crema solare, oli per il corpo o trucco che finiscono nell’acqua.
- Molti modelli coprono i capelli, limitando la presenza di capelli sciolti nelle vasche.
- La maggiore copertura protegge la pelle sensibile dall’eccessiva esposizione al sole.
La qualità dell’acqua nelle piscine svizzere è garantita da moderni sistemi di filtrazione, dalla pulizia regolare e da adeguati trattamenti dell’acqua. Ciò che conta non è quindi la quantità di tessuto indossato, bensì il rispetto delle regole generali di balneazione.
Sviluppi recenti nel Canton Ginevra
Anche la politica svizzera si è recentemente occupata della questione del burkini. Nel 2026 il Canton Ginevra ha adottato una modifica legislativa che, di fatto, comporta il divieto del burkini nelle piscine pubbliche. In futuro saranno consentiti soltanto costumi da bagno che lasciano scoperte le braccia e non superano il ginocchio.
I critici della misura sottolineano che tali disposizioni potrebbero riguardare non solo i burkini, ma anche alcuni indumenti protettivi anti-UV utilizzati da bambini e adulti per motivi di salute. Diverse autorità comunali hanno pertanto avviato ricorsi contro questa nuova normativa.
Il caso ginevrino dimostra che il dibattito non riguarda soltanto l’igiene. Al centro vi sono piuttosto questioni fondamentali come la libertà individuale, la parità di trattamento e l’accesso di tutte e tutti alle strutture pubbliche.
Libertà invece di divieti
Nelle piscine svizzere si possono osservare le più diverse tipologie di abbigliamento da bagno: bikini, costumi interi, pantaloncini, indumenti anti-UV o equipaggiamenti sportivi per attività acquatiche. Anche i costumi più coprenti fanno ormai parte della realtà quotidiana e vengono indossati da persone con convinzioni, esigenze e sensibilità differenti.
La vera domanda non è quindi quanta stoffa una persona indossi in acqua, ma se ognuno debba poter scegliere liberamente il proprio abbigliamento nel rispetto delle regole vigenti.
Consentire a tutte di nuotare
Le scelte in materia di abbigliamento non dipendono esclusivamente dalla religione. Molte donne si sentono a disagio con costumi particolarmente scoperti a causa di complessi legati al proprio corpo, cicatrici, problemi della pelle o semplicemente preferenze personali.
Il burkini può contribuire a superare questi ostacoli e consentire a un numero maggiore di donne di praticare il nuoto, svolgere attività fisica e godere degli spazi ricreativi acquatici. In una società diversificata, le strutture pubbliche dovrebbero essere accessibili al maggior numero possibile di persone.
Dove acquistare un burkini?
Oggi i burkini sono facilmente reperibili e fanno parte dell’offerta di numerosi marchi sportivi e di moda. Tra i produttori più conosciuti figurano:
È consigliabile scegliere modelli progettati specificamente per il nuoto, realizzati con materiali resistenti al cloro e adatti a un utilizzo regolare in piscina.
Conclusione
I fatti sono chiari: dal punto di vista igienico il burkini non rappresenta alcun problema particolare ed è pienamente compatibile con gli standard applicati nelle moderne piscine. Il dibattito che lo circonda dice spesso più sui pregiudizi presenti nella società che su reali problemi legati al suo utilizzo.
La FOIS si impegna affinché piscine, corsi di nuoto e strutture pubbliche siano accessibili a tutte e a tutti. Ogni donna dovrebbe poter scegliere liberamente un abbigliamento da bagno che corrisponda alle proprie convinzioni, esigenze e al proprio benessere. La partecipazione alla vita sociale passa anche attraverso la libertà di scelta – anche in piscina.