Ramadan, scuola e campi invernali
In vista del Ramadan 2026, la Federazione islamica delle organizzazioni in Svizzera (FOIS) riceve un numero crescente di richieste da parte di genitori, docenti e direzioni scolastiche su temi legati al digiuno e alla preghiera nel contesto scolastico – in particolare in relazione ai campi di sport invernali.
Tali richieste sono espressione di un approccio rispettoso alla diversità religiosa. Al contempo, è importante inquadrare la questione in modo oggettivo, differenziato e corretto dal punto di vista della teologia islamica.
1. Digiuno e preghiera nell’Islam – principi fondamentali
Il digiuno nel mese di Ramadan e la preghiera quotidiana fanno parte dei cinque pilastri dell’Islam. Allo stesso tempo, vale un principio centrale dell’Islam:
Allah non impone a nessun’anima un onere superiore alle sue capacità. (Corano 2:286)
Allah vuole per voi la facilitazione e non la difficoltà. (Corano 2:185)
Da ciò deriva la regola fondamentale, condivisa da tutte le scuole giuridiche islamiche:
Il digiuno è obbligatorio per le persone responsabili e capaci che abbiano raggiunto la pubertà.
2. Bambini, adolescenti e differenze individuali
Per i bambini prima della pubertà non sussiste alcun obbligo di digiuno.
Anche tra gli adolescenti esistono grandi differenze individuali. Un quattordicenne può essere fisicamente e mentalmente pronto a digiunare, un altro della stessa età no. Entrambe le situazioni sono religiosamente legittime. Determinante è una decisione responsabile condivisa tra figlio/a e genitori, tenendo conto della salute, della capacità di sopportazione e del contesto.
3. Scuola, lezioni e doveri
Dal punto di vista teologico-islamico è chiaro quanto segue:
La scuola, le lezioni o gli obblighi esistenti non possono essere sospesi con il pretesto del digiuno.
Il digiuno nell’Islam è sempre legato alla capacità individuale. Ciò include esplicitamente la possibilità di adempiere agli obblighi scolastici.
Non esiste alcuna scuola giuridica islamica riconosciuta né una posizione religiosa fondata che inviti ad abbandonare la scuola o le lezioni a causa del digiuno.
Laddove il digiuno comporti sovraccarico, stanchezza o rischi per la salute, l’Islam prevede facilitazioni nel digiuno stesso – come l’interruzione e il recupero in un secondo momento – e non il ritiro dall’istruzione o dalle responsabilità.
4. Campi di sport invernali, viaggi e digiuno
Un campo di sport invernali può essere considerato un viaggio. Durante il viaggio il digiuno non è obbligatorio e può essere recuperato in un secondo momento.
5. Partecipazione ai campi invernali – una prospettiva positiva
La scuola e la partecipazione ai campi di sport invernali fanno parte dell’istruzione, dell’apprendimento sociale e dello sviluppo della personalità. Tale partecipazione può essere intesa, dal punto di vista islamico, come una pratica di vita responsabile e non è in contrasto con la fede.
La non partecipazione può comportare anche svantaggi pedagogici e sociali per gli alunni e le alunne:
Le esperienze vissute nei campi segnano la vita della classe, vengono riprese successivamente a scuola e diventano parte di ricordi condivisi. Chi non ha partecipato spesso non può contribuire alle discussioni o fare riferimento a esperienze proprie.
Se il ritiro viene giustificato con il digiuno, può inoltre trasmettere l’idea che il Ramadan sia un peso o un ostacolo – un’immagine che non corrisponde alla comprensione islamica.
6. La preghiera nel contesto scolastico
La preghiera rimane in linea di principio un dovere. Anche in questo ambito l’Islam conosce facilitazioni:
Durante i viaggi le preghiere possono essere accorciate e unite
(preghiera di mezzogiorno con quella del pomeriggio, e quella della sera con quella notturna).
Uno spazio di preghiera dedicato è utile, ma non indispensabile.
È sufficiente un luogo tranquillo, pulito e con un minimo di privacy.
Considerazioni finali
L’Islam conosce doveri, ma anche facilitazioni. Salute, istruzione e partecipazione sociale sono valori centrali. Ramadan e responsabilità scolastiche non si escludono a vicenda – richiedono dialogo, fiducia e senso della misura.
La FOIS raccomanda un dialogo aperto tra bambino/a, genitori e scuola, nonché soluzioni pragmatiche sul posto. Questa raccomandazione non deve essere utilizzata per esercitare pressioni su studenti, genitori o scuole al fine di vietare il digiuno.
In caso di incertezze individuali, le persone interessate possono rivolgersi alla FOIS o alle federazioni affiliate.